Linea ad Alta Velocità Napoli-Bari: tra modernizzazione e sfide degli espropriati
La linea ad alta velocità Napoli-Bari rappresenta un'importante progetto con il fine di collegare le città di Napoli e Bari e quindi migliorare la connettività tra il Sud e il Nord Italia.
Questa iniziativa, parte del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo, mira a favorire lo sviluppo economico e sociale del Sud Italia.
La lunghezza complessiva della linea è di circa 250 chilometri, con 73 chilometri di nuova tratta ad alta velocità e 177 chilometri di ammodernamento della linea esistente. Progettata per consentire velocità fino a 250 chilometri all'ora, la sua costruzione, iniziata nel 2016, è prevista essere completata nel 2029, con la prima fase, la tratta Napoli-Cancello, già completata nel 2024.
Tra i benefici attesi spiccano la significativa riduzione dei tempi di percorrenza tra Napoli e Bari da 4 ore e 30 minuti a 2 ore e 40 minuti, l'aumento della capacità della linea ferroviaria, il miglioramento della sicurezza attraverso la rimozione dei passaggi a livello e la creazione di nuove gallerie.
Espropri e Compensazioni
Dietro questo ambizioso progetto emergono sfide sociali legate agli espropri necessari per la realizzazione della linea. Numerosi comitati, come il Comitato Espropriati Linea Alta Velocità Napoli-Bari (CELAV), il Comitato Espropriati Linea Alta Velocità Campania (CELAC), e il Comitato Espropriati Linea Alta Velocità Puglia (CELAPU), sono emersi per difendere i diritti delle persone colpite.
Questi comitati organizzano proteste e manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema degli espropriati, contestando le decisioni attraverso ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Le richieste principali riguardano un risarcimento equo, assistenza nella ricerca di nuova casa o lavoro, e compensazione per i danni morali subiti.
Gli espropri coinvolgono un vasto territorio, con comuni della Campania e della Puglia tra i più interessati. I terreni espropriati, destinati alla nuova linea ferroviaria, stazioni e opere connesse, comprendono abitazioni, attività commerciali, edifici pubblici e chiese.
I proprietari espropriati hanno diritto a un risarcimento basato sul valore di mercato del bene. Tuttavia, le lamentele sono emerse riguardo alla proposta di risarcimento ritenuta spesso inadeguata e in alcuni casi inferiore al valore di mercato.
Il problema degli espropriati rimane irrisolto, nonostante alcuni successi ottenuti dai comitati, come indennità più alte o l'assegnazione di nuove case o lavori.
Gli espropri riguardano i seguenti comuni:
Campania: Acerra, Afragola, Arzano, Avellino, Caivano, Casoria, Cava de' Tirreni, Cercola, Cimitile, Crispano, Ercolano, Forino, Frattamaggiore, Grottaminarda, Giugliano in Campania, Napoli, Nola, Pomigliano d'Arco, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Marco Evangelista, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Volla.
Puglia: Bari, Castellana Grotte, Conversano, Fasano, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Martina Franca, Matera, Molfetta, Monopoli, Mola di Bari, Noicattaro, Polignano a Mare, Putignano, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Taranto, Terlizzi, Trani, Triggiano.
Progetto completo: Clicca qui
Piani particellari comune di Melito Irpino: Clicca qui
Piani particellari e elenco ditte comuni di Acerra, Casalnuovo di Napoli, Afragola: Clicca qui
Le persone hanno chiesto:
